Leggendo Quantum Anthropology, ho apprezzato lo sforzo degli autori di far emergere astrazioni per codificare lo stesso concetto ma in linguaggi diversi e considerati lontani tra loro. Alla fine, che si tratti di linguaggio matematico, un sonetto o un codice, lo scopo è l'interpretazione e la scoperta di oggetti.
L'approccio mi ha ricordato un altro libro che ho letto nei mesi scorsi: Chategory theory for programmers di Milewski.
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