sabato 28 marzo 2026

Mano - Sento/Tocco quindi sono

 E' il portachiavi del nonno, è il suo gesto di ficcarsi le mani in tasca a toccarlo. Dita nodose, magre, venose. Te lo immagini da giovane con quelle manone a raccogliere il gesso nelle cave svizzere. Ma il portachiavi, il suo portachiavi lo stringe quando l'amico afferma di vederlo bene, quando lo confondono con il figlio di sua sorella, quando passa davanti il cimitero.  Perchè quella piccola manina rossa è congelata nell'atto di far l'irriverente con delle corna. 

 

 Si dice che il popolo di Creta amasse ricordare al suo sovrano del tradimento della moglie con un toro sfidandolo per le strade con una moltidudine di mani che ricordavano i palchi dell'animale.  E poi quel gesto ha sfidato i secoli, e ha pervaso il bacino del Meditterraneo entrando a far parte del bagaglio gesticolare italiano.  

Mano chiama azione. Azione che generalemente causa sforzo e sudore. 'Questa casa l'ho fatta solo con queste due mani', 'il raccolto di quest'anno è il frutto anche di questi palmi', 'Nonna queste mani son benedette, guarda che pasta che hai steso!'. Mano chiama senso di appartenenza.  Appartenza ad un'idea politica, ad un credo religioso, finanche ad un genere musicale che si fa filosofia di vita. 

Mano chiama civiltà. Civiltà a cui due o forse 3 milioni di anni fa l'evoluzione  ha donato un pollice opponibile e un palmo piatto per stringere, intagliare, scheggiare. Gli ominidi li si raffigura con le prime selci per scuoiare le bestie cacciate, con i ciottoli per sminuzzare i cereali raccolti. La natura però li aveva già dotati del primo utensile che nei millenni successivi avrebbe iniziato a cambiare forma al mondo. 

C'era un'antropologa che sostenava che l'inizio della civiltà si potesse identificare in un arto che si era rotto e che poi aveva avuto il tempo di guarire.  L'uomo o la donna che si erano feriti non erano stati abbandonati dal branco, avevano ricevuto cure, l'osso fratturato aveva avuto il tempo di ricalcificarsi. Per chi scrive invece l'inizio della civiltà si ricollega alla scrittura e alla sua iniziale funzione radicata nel bisogno di tenere traccia del contenuto dei magazzini dopo i raccolti.  E poi l'etica dell'utilità ha lasciato il passo alla memoria e alla volontà di sopravvivere la morte nel ricordo dei posteri. Si  scrive usando il tatto, si legge con la vista. Che strana la chiromanzia arte dell'oriente che legge toccando le linee dei palmi, e scrive usando gli occhi.  

 

Bibliografia:

- Singer, Storia della tecnologia, Bollati Boringhieri  

 

 

 

  

 

giovedì 26 marzo 2026

Morte - Assenza di oscillazioni

'And so we lay,

we lay in the same grave,

our chemical wedding day.'

La sua presenza tacita pervade lo scibile umano. Tra la candela che si spegne nel monologo di Macbeth o l'atmosfera che respirano i giovani rifugiati nella villa del Decamerone di Boccaccio però, si è scelto di iniziare a parlarne con il ritornello di una canzone scritta poco meno di trenta anni fa. 

Assenza primordiale ma allo stesso tempo complementare specchiato della presenza assoluta. Amica del tempo, aveva ragione Aristotele a sostenere che una volta che l'atto si svincolava dal suo essere in potenza, di esso si toccava la nascita nel momento in cui aveva inizio il processo di disfacimento.

 

 
Secondo la meccanica quantistica, vita è sinonimo di coerenza a livello quantico, tale che il sistema che la accoglie conservi condizioni di stabilità.  'La maggior parte dei sistemi è caratterizzato da un'alternanza di periodi di stabilità con parentesi di instablità e, la quasi totalità di essi tende a ritornare in uno stato di equilibrio al fine da conservare la propria condizione di esistenza.' L'essere è e il non essere non è, lo aveva già intuito un certo Parmelide qualche secolo fa. Se si estende questo concetto allo studio delle società, la dinamica di collasso può essere identificata con l'immagine della spirale, miscelando le tre dimensioni spaziali della ciclicità del presente con quella temporale.
 
Si dice Morte, si specchia un mistero. Riti per esorcizzarla, azioni apotropaiche da compiere, feste per commemararla. E fa sorridere l'idea che una delle competizioni di corsa più partecipate del mondo, la maratona, sia nata per commemorare un messaggero caduto per portare notizia della vittoria insperata di Ateniesi e Spartani contro i fieri drappelli di Dario I in un lontano giorno d'estate del 490 a.C.
 
 
L'arcano della morte da un mazzo di tarocchi
 
 
 
  
 
Bibliografia:
- Trnka, Lorencova, Quantum Anthropology 
 
Discografia:  
- The chemical wedding, Bruce Dickinson 
 
 
 
 
 
 
 
 

martedì 24 marzo 2026

Vite - Esercizio di sostegno passato

 Il casolare sorge alle pendici di un uliveto. Qualche sbuffo di verde vivace di foglie caduche spunta in qui e in là, formando querceti casuali. Se si prende il sentiero scavato dal ripassare ostinato dei cingoli e si oltrepassa ciò che resta del vecchio casolare de 'La zucchera', poco prima di arrivare al ruscello ecco un fluttuare di ametiste succose. 

Reggere il peso degli acini non è affar facile: i rami contorti fanno buon gioco a farsi aiutare da supportacci di cemento. Di anno in anno, quei colonnari bucherellati vengon riattrezzati, spaccati, usurati e ricomposti insieme a formare capanne.  

 


E' Plinio il Vecchio che descrive alcuni spunti di arte vinicola ai tempi dell'Impero. Venti secoli fa, non c'erano sostegni e si era congegnato un metodo di far curvare la vite su se stessa, arricciata, aggrovigliata.  Il succo prodotto dalla vendemmia era troppo aspro e nelle osterie si usava diluirlo con acqua e accompagnrlo con focaccine di cereali, olive e fichi secchi.

Sfogliando il Semerano, si possono tracciare dei parallelismi interessanti tra le etimologie di uva (-ae)  pampinus (-i) e lumbus (-i). Giocando un poco con quella scienza delle parole che secondo Heidegger doveva essere 'unterwegs', in cammino,  le origini della prima erano incerte e il suo significato originario finì per essere figurato con le immagini della mammella e della madre (accad. ùwu (ummu: mamma, vite, ‘ Mutter, Weinstock: Stamm mit Wurzel V. Baum’), sem. umm.) . Pampinus invece mischiava il suo significato con quello di germoglio novello della vite e rampollo 'da una radice con il significato di aderire , legarsi, avvolgersi'. L'ultimo termine invece si radicava nell'aramaico e nel semitico e aveva il doppio sgnificato di organi interni, organi sessuali e ceppo della vite.

Se la madre è sostegno, sembra come che lo stesso significato lo si volesse trasferire nell'immagine della vite e del vino. Nella Genesi, Giuseppe interpreta il sogno del coppiere del faraone e identifica nella maturazione e nel germogliare di tre grappoli d'uva il reintegro a corte del servitore caduto in disgrazia.(Genesi  40, 9-15) La tradizione occidentale però è legata anche al culto di un dio dalle fattezze femminee venuto dell'Oriente. Dioniso e il suo tirso animavano i baccanali trascinando chi vi prendeva parte in danze sfrenate. Il furor che possedeva chi officiava i riti rendeva immuni alla fatica e faceva da complementare a quello che animava le arene polverose delle palestre in cui si praticava la lotta, officiata da Atena e Ares. Il vincitore in quel caso non era cinto da pampini e acini succosi ma di rami di ulivo intrecciati.
 

 Bibliografia: 

- Muratov P., Immagini dall'Italia, Adelphi, 2019  

- Semerano G., Le origini della cultura europea. Dizionario etimologico, Leos. Olschki editore, Firenze