Nei tarocchi esistono tre modi di stendere le carte; c'è la stesa ad uno. Si vuole rispondere ad una domanda generica, si è assaliti da un dubbio passeggero durante il giorno: si interroga un solo arcano. La stesa a tre carte esplora le dimensioni del passato, del presente, del futuro e si occupa di questioni più esistenziali. La stesa a cinque carte delinea un quadro completo interpretando una situazione seguendo idealmente una croce. Bisogna ovviamente porre la giusta domanda se si vuole ottenere una risposta soddisfacente.
Calvino, ne Il Castello dei destini incrociati, pescando da un mazzo di tarocchi è in grado di racconatre una storia, una storia annegata nel vinaccio di osteria e nei sogni della povera gente. L'atmosfera che si crea attorno al testo è quasi metafisica. Ricorda un poco quella de Il formaggio e i vermi di Ginzburg. Anche lì ci andava di mezzo un poveraccio. Anche lì il cibo e la credenza fluttuavano come assenze presentissime, quasi casualmente gettate nel nucleo della storia.
Parlando di cibo, chissà se si rischierà di crepare anche quest'anno di devozione nel pranzo di pasqua?
Interroghiamo le carte!
La stesa a cinque carte è una evoluzione di quella del tempo e perciò le prima tre carte ad essere lette sono quelle disposte in orizzonale.
Sembra che l'VIII di coppe ci racconti cosa sia stata la causa della situazione attuale. Dal momento che è l'arcano emblema delle nuove scoperte e della voglia di conoscere, si arriva alla conclusione che non è l'ingordigia la causa della situazione carica di presenti leccornie ma la volontà di esplorare nuovi spazi con il gusto.
Andiamo avanti. X di denari. Mai carta più adatta per descrivere un presente roseo e abbondante. Ma aspettate, è girata sottosopra! Ad essere mostrato è uno specchio di vita quotidiana con il vecchio patriarca in primo piano riccamente vestito e costruttore di un fulgido futuro incapsulato dal castello retrostante. E' l'essere sottosopra il problema: evidentemente negli anni passati non si sono accumulate abbastanza esperienze culinarie e la matriarca, fieramente campana, starà armando un esercito di manicaretti per porre fine al disastro.
Il futuro si interpreta come VII di denari, anche lui sottosopra. Il contadino che stringe la sua zappa, zuppo di sudore misto a fango, guarda con apprensione e forse un pò di insoddisfazione il raccolto generato dal suo duro faticare. Inutile dire che essendo la carta controaltare dell'Asso ed essendo girata a testa in giù non può che presagire una certa soddisfazione della cuoca di fronte ai commensali. Il nostro futuro sembra già segnato raccontandoci un'abbuffata di agnello fritto.
Ora si passa a interpretare le motivazioni inconsce di chi ha posto la domanda. L'arcano degli arcani si è palesato, la Bestia ha fatto capolino. Sembra che però abbia confuso il soffitto con il suolo calpestabile. Le intenzioni di chi pone la domanda sono buone, di nuovo si scorge non l'ingordigia ma la voglia di sperimentare nuovi sapori.
E questa ultima affermazione trova ulteriore fondamento nel X di spade letto al contrario. Non ci sono tradimenti all'orizzonte, si sfugge all'immagine dell'uomo trafitto da dieci fendenti.
Raccontare cosa è la superstizione diventa entrarci dentro per un secondo e magari scorgere in usanze e riti un'origine storica e immaginifica. E si fa un pò la stessa cosa quando nel mondo della modellizzazione con reti neurali, i confini della fisica diventano evanescenti e condizioni di non esistenza possibili. E allora si torna alla fisica cercando di descrivere con equazioni differenziali regalate dalla dinamica e dalla termodinamica la giusta funzione di perdita per portare sulla giusta strada il modello.
E' tempo di seguire sentieri interrotti.
Bibliografia:
- Calvino, Il castello dei destini incrociati, Einaudi
- Ginzburg, Il formaggio e i vermi, Adelphi

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