'And so we lay,
we lay in the same grave,
our chemical wedding day.'
La sua presenza tacita pervade lo scibile umano. Tra la candela che si spegne nel monologo di Macbeth o l'atmosfera che respirano i giovani rifugiati nella villa del Decamerone di Boccaccio però, si è scelto di iniziare a parlarne con il ritornello di una canzone scritta poco meno di trenta anni fa.
Assenza primordiale ma allo stesso tempo complementare specchiato della presenza assoluta. Amica del tempo, aveva ragione Aristotele a sostenere che una volta che l'atto si svincolava dal suo essere in potenza, di esso si toccava la nascita nel momento in cui aveva inizio il processo di disfacimento.
Secondo la meccanica quantistica, vita è sinonimo di coerenza a livello quantico, tale che il sistema che la accoglie conservi condizioni di stabilità. 'La maggior parte dei sistemi è caratterizzato da un'alternanza di periodi di stabilità con parentesi di instablità e, la quasi totalità di essi tende a ritornare in uno stato di equilibrio al fine da conservare la propria condizione di esistenza.' L'essere è e il non essere non è, lo aveva già intuito un certo Parmelide qualche secolo fa. Se si estende questo concetto allo studio delle società, la dinamica di collasso può essere identificata con l'immagine della spirale, miscelando le tre dimensioni spaziali della ciclicità del presente con quella temporale.
Si dice Morte, si specchia un mistero. Riti per esorcizzarla, azioni apotropaiche da compiere, feste per commemararla. E fa sorridere l'idea che una delle competizioni di corsa più partecipate del mondo, la maratona, sia nata per commemorare un messaggero caduto per portare notizia della vittoria insperata di Ateniesi e Spartani contro i fieri drappelli di Dario I in un lontano giorno d'estate del 490 a.C.
Bibliografia:
- Trnka, Lorencova, Quantum Anthropology
Discografia:
- The chemical wedding, Bruce Dickinson

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