domenica 12 aprile 2026

Cibo - la Storia minore

A Maqiao la famiglie si contavano con quante ciotole si avevano in casa. Non si avevano nomi particolari per descrivere i dolci, si chiamavano semplicemente evocando il sapore che in bocca producevano. Per il riso, la carne grondante lardo di maiale, il nome c'era. Così come per i dolcetti di pasta di riso che si donavano al fiume per chiedere  di essere clemente con il fantasma di un funzionario imperiale che anni prima, a causa di un tradimento, si era dato la morte lungo le sue sponde. 
E' Shaogong che descrive il rapporto che questi poveri contadini di uno sparuto villaggio cinese avevano con la fonte di nutrimento che loro malgrado producevano. 

Il cibo è così, parla e racconta l'uomo.  Ne sapeva qualcosa il Sommo Poeta che subito dopo i lussuriosi aveva fatto precipatare i golosi così che 

'novi tormenti e novi tormentati
mi veggio intorno, come ch'io mi mova
e ch'io mi volga, e come che io guati.'

Il cibo è memoria, folklore, usanze popolari. In Abruzzo, nelle valli alle pendici della Maiella, il maiale si uccideva e si uccide tutt'oggi quando la Luna è in mancanza. Amici degli amici, fratelli, comari e persino il parroco del paese alle volte, corrono ad aiutare. A fine giornata tutti si siedono aspettando un piatto fumante di cif-e-ciaf, annacquato del grasso della pancia e croccante della pelle del fu re dell'aia.

Il cibo è ricordo, nostalgia, un pò spleen.  Che tenerezza la nonna lontana dalla sua Campagna, nella piana del Sele, che evoca intere famiglie insieme ad ammassare l'impasto per il Panariello quando era bambina e sua madre che farcisce quel pan di Spagna spugnoso con della glassa zuccherina.

Il cibo è Storia, è cultura, atmosfera da domenica di Bouvines. Montanari ne La fame e l'abbondanza descrive le abitudini alimentari di tutte le categorie sociali dell'Alto Medioevo con particolare attenzione nei confronti degli ordini monastici. La carne poteva essere consumata di rado, il pesce era concesso spesso, i legumi abbondanti. Fa riflettere che una gran quantità di ricette tipiche italiane trovino la loro origine nei conventi, perchè 'non si solo pane vive l'uomo', però intanto meglio non dar troppe noie alla meditazione con uno stomaco vuoto e brontolante.   

Il cibo è fisica, carburante, primo principio della termodinamica. Dalla sua conversione nelle reazioni metaboliche, gli esseri viventi traggono le fonti di nutrimento per le cellule. Interessante notare come, nella pratica di discipline sportive, un pilastro delle prestazioni sia la dieta degli atleti. Da disciplina a disciplina, le richieste di apporto calorico e varietà di alimenti si stendono su un ampio ventaglio: se il pugile deve concentrarsi su un apporto di carboidrati abbondante ma che lo facciano rientrare nelle categorie minori di peso, il rugbista preferisce consumare una notevole quantità di derivati del grano nonchè di proteine per mantenere stabilità e potenza regalata anche dalla possanza fisica.

Il cibo è anche scambio, viaggi, migrazioni. Gli spaghetti nacquero in Sicilia nel XII secolo durante il regno di Ruggero II. Furono gli arabi durante la loro dominazione dell'isola ad insegnare agli italiani quel metodo di conservazione della pasta mediante essiccazione. E poi quelli che si chiamano vermicelli li presero in prestito i campani facendoli diventare un monumento.

 C'era una filastrocca che descriveva in dialetto lancianese il periodo di Natale e una delle strofe suonava più o meno: 

'd'innanz a lu marchese ve' n'addore
n'addore fin, d' cose bbone,
de dulc, buccunutt' e de ferzor' che frij caviciurn e caviturn 
Eh buon giorno e tanti auguri!'.

 

 

Bibliografia: 

- Shaogong H., Il dizionario di Miqiao, Einaudi, 2021 

- Alighieri D., Commedia (A cura di Sapegno N.), La nuova Italia

 - Montanari M., La fame e l'abbondanza. Storia dell'alimentazione in Europa, Laterza, 1997 


sabato 4 aprile 2026

Superstizioni - La gettatezza

 

 Nei tarocchi esistono tre modi di stendere le carte; c'è la stesa ad uno. Si vuole rispondere ad una domanda generica, si è assaliti da un dubbio passeggero durante il giorno: si interroga un solo arcano. La stesa a tre carte esplora le dimensioni del passato, del presente, del futuro e si occupa di questioni più esistenziali. La stesa a cinque carte delinea un quadro completo interpretando una situazione seguendo idealmente una croce.  Bisogna ovviamente porre la giusta domanda se si vuole ottenere una risposta soddisfacente.

Calvino, ne Il Castello dei destini incrociati, pescando da un mazzo di tarocchi è in grado di racconatre una storia, una storia annegata nel vinaccio di osteria e nei sogni della povera gente. L'atmosfera che si crea attorno al testo è quasi metafisica. Ricorda un poco quella de Il formaggio e i vermi di Ginzburg. Anche lì ci andava di mezzo un poveraccio. Anche lì il cibo e la credenza fluttuavano come assenze presentissime, quasi casualmente gettate nel nucleo della storia. 

 Parlando di cibo, chissà se si rischierà di crepare anche quest'anno di devozione nel pranzo di pasqua?

Interroghiamo le carte! 

La stesa a cinque carte è una evoluzione di quella del tempo e perciò le prima tre carte ad essere lette sono quelle disposte in orizzonale. 

Sembra che l'VIII di coppe ci racconti cosa sia stata la causa della situazione attuale.  Dal momento che è l'arcano emblema delle nuove scoperte e della voglia di conoscere, si arriva alla conclusione che non è l'ingordigia la causa della situazione carica di presenti leccornie ma la volontà di esplorare nuovi spazi con il gusto.

Andiamo avanti. X di denari. Mai carta più adatta per descrivere un presente roseo e abbondante. Ma aspettate, è girata sottosopra! Ad essere mostrato è uno specchio di vita quotidiana con il vecchio patriarca in primo piano riccamente vestito e costruttore di un fulgido futuro incapsulato dal castello retrostante. E' l'essere sottosopra il problema: evidentemente negli anni passati non si sono accumulate abbastanza esperienze culinarie e la matriarca, fieramente campana, starà armando un esercito di manicaretti per porre fine al disastro.

Il futuro si interpreta come VII di denari, anche lui sottosopra. Il contadino che stringe la sua zappa, zuppo di sudore misto a fango, guarda con apprensione e forse un pò di insoddisfazione il raccolto generato dal suo duro faticare. Inutile dire che essendo la carta controaltare dell'Asso ed essendo girata a testa in giù non può che presagire una certa soddisfazione della cuoca di fronte ai commensali. Il nostro futuro sembra già segnato raccontandoci un'abbuffata di agnello fritto.

Ora si passa a interpretare le motivazioni inconsce di chi ha posto la domanda. L'arcano degli arcani si è palesato, la Bestia ha fatto capolino. Sembra che però abbia confuso il soffitto con il suolo calpestabile.  Le intenzioni di chi pone la domanda sono buone, di nuovo si scorge non l'ingordigia ma la voglia di sperimentare nuovi sapori.

E questa ultima affermazione trova ulteriore fondamento nel X di spade letto al contrario. Non ci sono tradimenti all'orizzonte, si sfugge all'immagine dell'uomo trafitto da dieci fendenti.

Raccontare cosa è la superstizione diventa entrarci dentro per un secondo e magari scorgere in usanze e riti un'origine storica e immaginifica. E si fa un pò la stessa cosa quando nel mondo della modellizzazione con reti neurali, i confini della fisica diventano evanescenti e condizioni di non esistenza possibili. E allora si torna alla fisica cercando di descrivere con equazioni differenziali regalate dalla dinamica e dalla termodinamica la giusta funzione di perdita per portare sulla giusta strada il modello.

 

                                 

 

E' tempo di seguire sentieri interrotti. 
 
 

 Bibliografia:

- Calvino, Il castello dei destini incrociati, Einaudi 
- Ginzburg, Il formaggio e i vermi, Adelphi 

sabato 28 marzo 2026

Mano - Sento/Tocco quindi sono

 E' il portachiavi del nonno, è il suo gesto di ficcarsi le mani in tasca a toccarlo. Dita nodose, magre, venose. Te lo immagini da giovane con quelle manone a raccogliere il gesso nelle cave svizzere. Ma il portachiavi, il suo portachiavi lo stringe quando l'amico afferma di vederlo bene, quando lo confondono con il figlio di sua sorella, quando passa davanti il cimitero.  Perchè quella piccola manina rossa è congelata nell'atto di far l'irriverente con delle corna. 

 

 Si dice che il popolo di Creta amasse ricordare al suo sovrano del tradimento della moglie con un toro sfidandolo per le strade con una moltidudine di mani che ricordavano i palchi dell'animale.  E poi quel gesto ha sfidato i secoli, e ha pervaso il bacino del Meditterraneo entrando a far parte del bagaglio gesticolare italiano.  

Mano chiama azione. Azione che generalemente causa sforzo e sudore. 'Questa casa l'ho fatta solo con queste due mani', 'il raccolto di quest'anno è il frutto anche di questi palmi', 'Nonna queste mani son benedette, guarda che pasta che hai steso!'. Mano chiama senso di appartenenza.  Appartenza ad un'idea politica, ad un credo religioso, finanche ad un genere musicale che si fa filosofia di vita. 

Mano chiama civiltà. Civiltà a cui due o forse 3 milioni di anni fa l'evoluzione  ha donato un pollice opponibile e un palmo piatto per stringere, intagliare, scheggiare. Gli ominidi li si raffigura con le prime selci per scuoiare le bestie cacciate, con i ciottoli per sminuzzare i cereali raccolti. La natura però li aveva già dotati del primo utensile che nei millenni successivi avrebbe iniziato a cambiare forma al mondo. 

C'era un'antropologa che sostenava che l'inizio della civiltà si potesse identificare in un arto che si era rotto e che poi aveva avuto il tempo di guarire.  L'uomo o la donna che si erano feriti non erano stati abbandonati dal branco, avevano ricevuto cure, l'osso fratturato aveva avuto il tempo di ricalcificarsi. Per chi scrive invece l'inizio della civiltà si ricollega alla scrittura e alla sua iniziale funzione radicata nel bisogno di tenere traccia del contenuto dei magazzini dopo i raccolti.  E poi l'etica dell'utilità ha lasciato il passo alla memoria e alla volontà di sopravvivere la morte nel ricordo dei posteri. Si  scrive usando il tatto, si legge con la vista. Che strana la chiromanzia arte dell'oriente che legge toccando le linee dei palmi, e scrive usando gli occhi.  

 

Bibliografia:

- Singer, Storia della tecnologia, Bollati Boringhieri  

 

 

 

  

 

giovedì 26 marzo 2026

Morte - Assenza di oscillazioni

'And so we lay,

we lay in the same grave,

our chemical wedding day.'

La sua presenza tacita pervade lo scibile umano. Tra la candela che si spegne nel monologo di Macbeth o l'atmosfera che respirano i giovani rifugiati nella villa del Decamerone di Boccaccio però, si è scelto di iniziare a parlarne con il ritornello di una canzone scritta poco meno di trenta anni fa. 

Assenza primordiale ma allo stesso tempo complementare specchiato della presenza assoluta. Amica del tempo, aveva ragione Aristotele a sostenere che una volta che l'atto si svincolava dal suo essere in potenza, di esso si toccava la nascita nel momento in cui aveva inizio il processo di disfacimento.

 

 
Secondo la meccanica quantistica, vita è sinonimo di coerenza a livello quantico, tale che il sistema che la accoglie conservi condizioni di stabilità.  'La maggior parte dei sistemi è caratterizzato da un'alternanza di periodi di stabilità con parentesi di instablità e, la quasi totalità di essi tende a ritornare in uno stato di equilibrio al fine da conservare la propria condizione di esistenza.' L'essere è e il non essere non è, lo aveva già intuito un certo Parmelide qualche secolo fa. Se si estende questo concetto allo studio delle società, la dinamica di collasso può essere identificata con l'immagine della spirale, miscelando le tre dimensioni spaziali della ciclicità del presente con quella temporale.
 
Si dice Morte, si specchia un mistero. Riti per esorcizzarla, azioni apotropaiche da compiere, feste per commemararla. E fa sorridere l'idea che una delle competizioni di corsa più partecipate del mondo, la maratona, sia nata per commemorare un messaggero caduto per portare notizia della vittoria insperata di Ateniesi e Spartani contro i fieri drappelli di Dario I in un lontano giorno d'estate del 490 a.C.
 
 
L'arcano della morte da un mazzo di tarocchi
 
 
 
  
 
Bibliografia:
- Trnka, Lorencova, Quantum Anthropology 
 
Discografia:  
- The chemical wedding, Bruce Dickinson 
 
 
 
 
 
 
 
 

martedì 24 marzo 2026

Vite - Esercizio di sostegno passato

 Il casolare sorge alle pendici di un uliveto. Qualche sbuffo di verde vivace di foglie caduche spunta in qui e in là, formando querceti casuali. Se si prende il sentiero scavato dal ripassare ostinato dei cingoli e si oltrepassa ciò che resta del vecchio casolare de 'La zucchera', poco prima di arrivare al ruscello ecco un fluttuare di ametiste succose. 

Reggere il peso degli acini non è affar facile: i rami contorti fanno buon gioco a farsi aiutare da supportacci di cemento. Di anno in anno, quei colonnari bucherellati vengon riattrezzati, spaccati, usurati e ricomposti insieme a formare capanne.  

 


E' Plinio il Vecchio che descrive alcuni spunti di arte vinicola ai tempi dell'Impero. Venti secoli fa, non c'erano sostegni e si era congegnato un metodo di far curvare la vite su se stessa, arricciata, aggrovigliata.  Il succo prodotto dalla vendemmia era troppo aspro e nelle osterie si usava diluirlo con acqua e accompagnrlo con focaccine di cereali, olive e fichi secchi.

Sfogliando il Semerano, si possono tracciare dei parallelismi interessanti tra le etimologie di uva (-ae)  pampinus (-i) e lumbus (-i). Giocando un poco con quella scienza delle parole che secondo Heidegger doveva essere 'unterwegs', in cammino,  le origini della prima erano incerte e il suo significato originario finì per essere figurato con le immagini della mammella e della madre (accad. ùwu (ummu: mamma, vite, ‘ Mutter, Weinstock: Stamm mit Wurzel V. Baum’), sem. umm.) . Pampinus invece mischiava il suo significato con quello di germoglio novello della vite e rampollo 'da una radice con il significato di aderire , legarsi, avvolgersi'. L'ultimo termine invece si radicava nell'aramaico e nel semitico e aveva il doppio sgnificato di organi interni, organi sessuali e ceppo della vite.

Se la madre è sostegno, sembra come che lo stesso significato lo si volesse trasferire nell'immagine della vite e del vino. Nella Genesi, Giuseppe interpreta il sogno del coppiere del faraone e identifica nella maturazione e nel germogliare di tre grappoli d'uva il reintegro a corte del servitore caduto in disgrazia.(Genesi  40, 9-15) La tradizione occidentale però è legata anche al culto di un dio dalle fattezze femminee venuto dell'Oriente. Dioniso e il suo tirso animavano i baccanali trascinando chi vi prendeva parte in danze sfrenate. Il furor che possedeva chi officiava i riti rendeva immuni alla fatica e faceva da complementare a quello che animava le arene polverose delle palestre in cui si praticava la lotta, officiata da Atena e Ares. Il vincitore in quel caso non era cinto da pampini e acini succosi ma di rami di ulivo intrecciati.
 

 Bibliografia: 

- Muratov P., Immagini dall'Italia, Adelphi, 2019  

- Semerano G., Le origini della cultura europea. Dizionario etimologico, Leos. Olschki editore, Firenze


 

 


 

domenica 15 febbraio 2026

Che cos'è la paura?

La perdita di tutto ciò che si è fatto o di ciò a cui si tiene.

 

Un incendio 

Dalla smorfia napoletana è 90


Che cos'è il Minuetto?

Danza nata in Francia alla corte del Re Sole, balletto dei destini che si è reinventato nel corso dei secoli. 

Epicentro della voce: Rinnovamento/Riscoperta 

Un'immagine: 

Il Minuetto all'arrembaggio 

Un personaggio dei fumetti:

Um-Papah fratello di Asterix disegnato da Uscinny ed Uderzo

Un romanzo:

Viaggio sentimentale di Sklovskij

'Lungo la strada ogni cosa andò storta, scoppiavano le gomme, saltavano via i cerchioni smontabili, si imponeva la stanchezza della macchina, sebbene il conducente facesse di tutto per portarci a destinazione'

Una canzone:

Lazying on a Sunday afternoon dei Queen (o qualsiasi altra canzone da A Night at the Opera)




Una definizione di città

 Città come parco archeologico del metaverso (prendo in prestito le parole del prof) oppure come epicentro o crogiolo di tante realtà (culturali, regionali, di interessi) che convivono tra loro. Un esempio il villaggio olimpico di Roma sito in zona Flaminio ed edificato per i giochi olimpici del 1960.

Un'immagine:

Panoramica del villaggio olimpico di Roma 1960 


Un personaggio dei fumetti: 

Corto Maltese di Hugo Pratt


Un romanzo:

Misteri dei Ministeri di Frassineti

Come sua citazione scelgo la petizione in cui Olimpo Gentilini  chiede un conforto ministeriale per le disfatte della Lazio: 

' In effetti, quale dipendente statale, fin dal 1913, data del mio trasferimento in questa capitale, ho seguito istantaneamente la Lazio, qualche volta anche in trasferta. E ora, a 105 anni suonati, non manco quando la pioggia lo consente, di assistere alle partite casalinghe, e non le dico quanto sono amareggiato quando la Lazio perde punti in classifica'. 

Una canzone:

In the modern world, Fontaines D.C (dall'album Romance)

 




venerdì 6 febbraio 2026

Una riflessione sul termine morfogenesi

 Mi è tornato in mente ieri mentre parlavamo di come Goethe avesse creato il termine morfogenesi  il libretto L'impronta dell'editore di Calasso edito da Adelphi.

Lì, la stessa funzione del trasferimento di messaggio dalla parola scritta all'immagine era affidata alla scelta dell'immagine che accompagna la copertina di un libro. Ricordo che Calasso definiva questa pratica preziosa Ekfrasis rifacendosi alla grecità. 

 


 

giovedì 5 febbraio 2026

Una piccola striscia da Sturmtruppen


Abbecedario libridinoso

 

Animals Cavalli selvaggi, McCarthy
BodiesIl cantico dei cantici
CountriesPastorale americana, Philip Roth
DressesI segreti dei samurai, Ratti
Ethics La nascita del kibbutz, Cremonesi
FictionMattatoio n.5, Vonnegut
GendersIl romanzo di Silence, Heldris di Cornovaglia
HomesPalomar o ll castello dei destini incrociati, Calvino
ImagesCommedia, Dante
LimitsAplokoloklintosis, Seneca
Machines Le città invisibili, Calvino
NamesUlisse, Joyce
ObjectsLe vie dei canti, Chatwin
Places Il ponte sulla Drina, Andric
Questions Breviario meditterraneo, Matjevevic
Records Memorie di Adriano, Yourcenar
ScrapsLa diplomazia del pallone, Brizzi
ToolsMedioevo sul naso, Frugoni
Utilities Lettera sull'umanismo, Heidegger
ValuesEnergia, Colombo
ZinesIl mondo salvato dai ragazzini, Morante

venerdì 30 gennaio 2026

Sinisgalli

  A partire dallo spunto di ieri a lezione, mi è tornato in mente che Sinisgalli avesse lavorato in Eni fianco fianco con Mattei nella promozione di Supercortemaggiore la potente benzina italiana.

Mi son ricordata di un testo molto completo letto tempo fa : La potente benzina italiana di Elisabetta Bini edito da Carocci 





giovedì 29 gennaio 2026

Come lo sport può diventare un pre-testo per introdurre il mio ambito di ricerca.

La scorsa settimana in palestra (pratico calistenichs) sono rimasta ad osservare gli esercizi (chiamati skills) con gli occhi dell'ingegnere meccanico. E se scrivessi un poemetto in versi che descriva la fisica di una trazione con zavorra traducendo in linguaggio poetico del codice ??