A Maqiao la famiglie si contavano con quante ciotole si avevano in casa. Non si avevano nomi particolari per descrivere i dolci, si chiamavano semplicemente evocando il sapore che in bocca producevano. Per il riso, la carne grondante lardo di maiale, il nome c'era. Così come per i dolcetti di pasta di riso che si donavano al fiume per chiedere di essere clemente con il fantasma di un funzionario imperiale che anni prima, a causa di un tradimento, si era dato la morte lungo le sue sponde.
E' Shaogong che descrive il rapporto che questi poveri contadini di uno sparuto villaggio cinese avevano con la fonte di nutrimento che loro malgrado producevano.
Il cibo è così, parla e racconta l'uomo. Ne sapeva qualcosa il Sommo Poeta che subito dopo i lussuriosi aveva fatto precipatare i golosi così che
'novi tormenti e novi tormentati
mi veggio intorno, come ch'io mi mova
e ch'io mi volga, e come che io guati.'
Il cibo è memoria, folklore, usanze popolari. In Abruzzo, nelle valli alle pendici della Maiella, il maiale si uccideva e si uccide tutt'oggi quando la Luna è in mancanza. Amici degli amici, fratelli, comari e persino il parroco del paese alle volte, corrono ad aiutare. A fine giornata tutti si siedono aspettando un piatto fumante di cif-e-ciaf, annacquato del grasso della pancia e croccante della pelle del fu re dell'aia.
Il cibo è ricordo, nostalgia, un pò spleen. Che tenerezza la nonna lontana dalla sua Campagna, nella piana del Sele, che evoca intere famiglie insieme ad ammassare l'impasto per il Panariello quando era bambina e sua madre che farcisce quel pan di Spagna spugnoso con della glassa zuccherina.
Il cibo è Storia, è cultura, atmosfera da domenica di Bouvines. Montanari ne La fame e l'abbondanza descrive le abitudini alimentari di tutte le categorie sociali dell'Alto Medioevo con particolare attenzione nei confronti degli ordini monastici. La carne poteva essere consumata di rado, il pesce era concesso spesso, i legumi abbondanti. Fa riflettere che una gran quantità di ricette tipiche italiane trovino la loro origine nei conventi, perchè 'non si solo pane vive l'uomo', però intanto meglio non dar troppe noie alla meditazione con uno stomaco vuoto e brontolante.
Il cibo è fisica, carburante, primo principio della termodinamica. Dalla sua conversione nelle reazioni metaboliche, gli esseri viventi traggono le fonti di nutrimento per le cellule. Interessante notare come, nella pratica di discipline sportive, un pilastro delle prestazioni sia la dieta degli atleti. Da disciplina a disciplina, le richieste di apporto calorico e varietà di alimenti si stendono su un ampio ventaglio: se il pugile deve concentrarsi su un apporto di carboidrati abbondante ma che lo facciano rientrare nelle categorie minori di peso, il rugbista preferisce consumare una notevole quantità di derivati del grano nonchè di proteine per mantenere stabilità e potenza regalata anche dalla possanza fisica.
Il cibo è anche scambio, viaggi, migrazioni. Gli spaghetti nacquero in Sicilia nel XII secolo durante il regno di Ruggero II. Furono gli arabi durante la loro dominazione dell'isola ad insegnare agli italiani quel metodo di conservazione della pasta mediante essiccazione. E poi quelli che si chiamano vermicelli li presero in prestito i campani facendoli diventare un monumento.
C'era una filastrocca che descriveva in dialetto lancianese il periodo di Natale e una delle strofe suonava più o meno:
'd'innanz a lu marchese ve' n'addore
n'addore fin, d' cose bbone,
de dulc, buccunutt' e de ferzor' che frij caviciurn e caviturn
Eh buon giorno e tanti auguri!'.
Bibliografia:
- Shaogong H., Il dizionario di Miqiao, Einaudi, 2021
- Alighieri D., Commedia (A cura di Sapegno N.), La nuova Italia
- Montanari M., La fame e l'abbondanza. Storia dell'alimentazione in Europa, Laterza, 1997











